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La scrittura è anche (soprattutto, mi verrebbe da dire) fatta di silenzio, e cioè di periodi in cui non si è social, non si è blogger, non si condivide niente perché non c’è niente, in ciò che si pensa, di condivisibile e spiegabile in modo razionale. E la scrittura vera – lo scopo per cui, teoricamente, tengo il Diario Creativo – viene fuori più da questo silenzio raccolto, che dalla vita sociale virtuale (e anzi, mi viene anche in mente che una volta, nella mia vita precedente, ho scritto da qualche parte che ho bisogno dell’energia della città, della sua iperattività psicotica, per raccogliere materiale, ma poi dell’ozio e del silenzio e della quiete perché le voci si materializzino e premano per venire fuori: credo valga ancora, anzi, più che mai oggi), e da una lettura quieta ma costante di autori giusti, che arrivano nel momento giusto a scompigliare i pensieri e a impedirmi di diventare compulsiva nel ripetermi nella testa i nomi dei miei personaggi per farli muovere un po’.

E in questo tipo di lettura è entrato Austerlitz, l’ultimo romanzo di W.G. Sebald, un libro che è un mondo intero (che è forse ciò che un libro dovrebbe essere?) fatto di viaggi, studio, ricerca, alla ricerca del passato di un uomo apparentemente senza identità. Sebald ritornerà spesso nei prossimi mesi di quest’anno, soprattutto per la sua particolarità di caricare i suoi romanzi di fotografie di persone, luoghi, dettagli, a sostegno del proprio racconto – come a dire: “Guardate, non me lo sto inventando, questa cosa c’è davvero: io l’ho vista e fotografata!” – il che confonde la nostra sospensione dell’incredulità e ci fa domandare sempre, durante la lettura, che cosa stiamo leggendo, cosa sia finzione, cosa ricerca storica, cosa (auto)biografia.

Nel frattempo, scrivendo “Sebald” su Google, ho scovato queste writing tips del suo ultimo corso di scrittura alla University of East Anglia, dove ha insegnato per qualche decennio, che sono interessanti perché praticamente opposte a qualunque suggerimento di buon senso di ogni altro autore contemporaneo e scuola di scrittura (tipo, “il tempo atmosferico e le descrizioni sono importanti”).

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