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Chi si ricorda del giovane alto, con il naso grande e i tratti delicatissimi, che ho visto la prima volta alla fermata dell’autobus mentre cercavo un modello per un mio racconto? Ne parlavo qui qualche mese fa.
Ebbene, ora si è fatto crescere la barba, una barba fatta di peli lisci e quasi biondi che lo fa sembrare un po’ un ragazzo di montagna, di quelli che incontri la domenica mattina sulle corriere del Trentino carichi di snowboard e scarponi da sci.

Lo so perché mi capita ancora di incontrarlo, in zone diverse della città, ma tendenzialmente sempre sui mezzi pubblici. La dinamica è all’incirca sempre la stessa: io salgo, se mi va bene mi siedo e per un po’ leggo, cercando di non farmi distrarre dalla gente che chiacchiera al telefono intorno a me. A un certo punto alzo lo sguardo per vedere a che fermata sono, e lui è davanti a me, a poca distanza: è voltato dall’altra parte e quindi per un momento penso sempre che sia un altro, uno che gli assomiglia. Rimango a studiarlo di spalle per qualche secondo, aspettandomi di vedere un volto simile, ma diverso dal suo. E invece infine si sposta, si gira, fa un qualche movimento che mi permette di guardarlo bene per un attimo, e immancabilmente è sempre lui.

Solo che adesso, in realtà, il mio modello non è più lui. Ha cambiato nome e in parte vita, e ha preso un po’ i tratti di Modigliani nelle foto di inizio secolo, con l’aria scompigliata dell’artista inquieto che passa il tempo con compagnie poco raccomandabili.
Mi sembra un aspetto più aderente al tipo di personaggio di cui avevo bisogno – l’aria da studente benestante non si addiceva molto alla situazione in cui lo stavo mettendo.

Di conseguenza, il ragazzo con il naso grande (e adesso con la barba) non è stato messo davvero sulla mia strada perché mi facesse da modello per la scrittura. E’ stata una falsa pista.
Poiché resto superstiziosa, immagino che ci debba essere un altro motivo – che mi stia guidando da qualche parte, in un percorso segreto che mi verrà svelato solo col tempo, un viaggio in autobus alla volta. In una città così grande, incontrarsi così tante volte non può proprio essere un caso.

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