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Negli ultimi dieci, dodici anni, ho scritto qualcosa come sei o sette primi post, e per sei o sette volte mi sono lanciata in lunghe dichiarazioni programmatiche su ciò di cui il blog avrebbe trattato, e come, e perché.
Di conseguenza sono in credito con il mondo dei blog, da questo punto di vista, e credo se ne possa fare facilmente a meno.
La differenza tra il Diario Creativo e tutto quello che l’ha preceduto è che vorrei occuparmi di una cosa sola. Vorrei che fosse, ecco, un meta-racconto, un racconto dei racconti che scrivo (e magari delle cose che leggo e su cui mi interessa soffermarmi). E solo di questo, al momento, mi interessa scrivere (e poi magari tirarmela ogni tanto, se ottengo qualche soddisfazione, che ci sta, ecco).
Per il resto, qua e qua c’è tutto ciò che è necessario sapere su di me e su ciò che mi ha portata ad aprire il Diario Creativo.
Il resto è fuffa.

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